Analisi tecnica della vettura Peacock 4M

La capacità dei membri del team di saper gestire e trasmettere il know-how acquisito alle future generazioni di studenti permette un ricambio generazionale in grado di fornire un costante miglioramento alle soluzioni ingegneristiche e alle tecniche costruttive. Questo continuo sviluppo vede il suo culmine nell’ultimo progetto della scuderia anconetana: la P4M. Le principali caratteristiche della monoposto P4M – che prenderà parte alle competizioni FSAE nella stagione 2018/2019 – sono:

  • Telaio monoscocca in fibra di carbonio;
  • Motore KTM 690 monocilindrico con turbocompressore ed intercooler;
  • ETC e Launch Control con up-shifting automatico;
  • Pacchetto aerodinamico completo in fibra di carbonio;
  • Nuovo sistema sospensivo con antirollio e antibeccheggio;

MONOSCOCCA IN FIBRA DI CARBONIO

Il telaio della P4M è costituito da una monoscocca che utilizza una struttura sandwich con pelli composte da tessuto ed unidirezionale in fibra di carbonio, mentre il core si affida a materiali come Roachell e Nomex per soddisfare i diversi requisiti delle zone regolamentate del telaio.

OBIETTIVO

L’obiettivo del progetto è combinare le potenzialità di Matlab, Abaqus e Laminate Tools per eseguire una routine che permetta di valutare – in maniera completamente automatizzata – l’influenza delle orientazioni dei plies sulla rigidezza torsionale della monoscocca, e quindi individuare lo schema di layup ottimale che massimizza tale parametro.

Articolo completo https://aec-analisiecalcolo.it/pubblicazioni/aec/88/p4m-un-progetto-vincente/?fbclid=IwAR1tF9en_j1VLycY1RhO98Nf5382I1g3RW3dUKM-l4PL7pItL0M_nhMyFZ0

Dallara parla dei benefici della Formula SAE per studenti

La Formula Sae è un avvincente campionato, dove una serie di aspiranti ingegneri, provenienti da diverse università sparse in giro per il mondo, si sfidano costruendo vere e proprie monoposto artigianali. Ed è proprio grazie a questa sana competizione che gli studenti hanno la possibilità di passare per la prima volta dalla teoria dei manuali di studio alla pratica dell’officina. Per questo motivo la Formula Sae rappresenta una bellissima “palestra”, dove nascono gli ingegneri che un domani saranno chiamati a contribuire al rinnovamento dell’industria automobilistica. In occasione delle gare finali, andate in scena sulla pista di Varano de Melegari, abbiamo avuto l’occasione di intervistare l’Ingegner Gian Paolo Dallara, una vera e propria colonna portante della Motor Valley italiana. I progetti della sua azienda, famosi in tutto il mondo, sono diventati una delle maggiori fonti di ispirazione per i ragazzi che prendono parte a questo particolare campionato.

Perché avete deciso di diventare main sponsor della Formula Sae?
Siamo orgogliosi di sostenere la Formula Sae perché è una categoria che permette prima di tutto un confronto tra culture diverse. Quest’anno per la prima volta c’era un team africano, che veniva dall’Egitto. Ed è bellissimo vedere come anche le squadre che erano partite con meno mezzi e poche risorse, come per esempio i team indiani o greci, oggi siano state capaci di raggiungere grandissimi risultati.

Ma non è tutto qui…
Certamente. Quello che mi rende più soddisfatto della Formula Sae non è soltanto la continua crescita dei ragazzi, ma anche l’incredibile entusiasmo che riesco ancora a sentire per l’automobile. La mobilità individuale è stata la più grande conquista del secolo scorso e questi ragazzi se la vogliono tenere stretta. Per farlo sanno benissimo che dovranno studiare auto sempre più sicure, connesse ed efficienti.

Oltre alla competizione c’è spazio anche per crearsi delle opportunità di lavoro reali?
Assolutamente sì. Almeno il 50% dei ragazzi che entrano in Dallara provengono proprio dalla Formula Sae.

Fonte:

https://www.quattroruote.it/news/eventi/2017/08/11/gian_paolo_dallara_la_formula_sae_fa_bene_ai_nostri_studenti_e_al_futuro_dell_auto_.html?fbclid=IwAR0Eefkq-gImyyYsn3jFqv8vOqD0B9TZvqdKi28vqruj7gS1dmIyIemYgGY